Nella patria del Kilimangiaro. La Tanzania e il Serengeti [parte 1]

By , 15 agosto 2014

In questi giorni tutti mi chiedono quando ritornerò al Kilimangiaro. Approfitto di questo prezioso spazio su trivago per ribadire che al Kilimangiaro tornerò soltanto in aereo atterrando in Tanzania, un Paese ricco di cose da conoscere sotto il profilo naturalistico, e non solo (ma meno conosciuto turisticamente rispetto al vicino Kenya che in questi mesi sta vivendo momenti difficili, tant’è che anche la Farnesina sconsiglia di andarlo a visitare).

[caption id="attachment_19808" align="aligncenter" width="700"]© Pierre-Jean DURIEU - Fotolia.com © Pierre-Jean DURIEU – Fotolia.com[/caption]

1. Il Kilimangiaro

Il Monte Kilimangiaro in realtà è un gigantesco vulcano spento ed è la vetta più alta di tutta l’Africa. Un tempo sulla sua cima dominava un enorme ghiacciaio eterno. Negli ultimi anni, a causa dell’innalzamento climatico, le immagini che ci sono arrivate testimoniano che dell’antica bellezza di quelle nevi oggi rimane ben poco. Nonostante questo, una salita sulla vetta che raggiunge quasi seimila metri per gli appassionati di trekking è sicuramente un’esperienza indimenticabile che io posso solo riportare perché non l’ho mai vissuta.

È però importante ricordare che bisogna avere un’ottima preparazione fisica, oltre ad essere accompagnati da guide esperte. Il Kilimangiaro svetta al centro del parco omonimo, un’area variegata che ospita foreste pluviali e brughiere in un territorio vulcanico con angoli sempre diversi e ricchi di suggestioni con le rocce di magma nero che, in migliaia di anni, si sono trasformate in autentiche sculture naturali di rara bellezza.

[caption id="attachment_19810" align="aligncenter" width="700"]© kubikactive - Fotolia.com © kubikactive – Fotolia.com[/caption]

2. Il safari nel Serengeti

Lasciato il Kilimangiaro, un altro parco da visitare è il Serengeti, patrimonio dell’Unesco dal 1981, un immenso territorio che supera i confini del Kenya. Un safari nel Serengeti è assolutamente da non mancare. Ultimamente mi è capitato di ospitare Kuki Gallmann, una italiana coraggiosa e determinata che da anni vive in Kenya e che ha dedicato la propria vita a combattere il bracconaggio e a difendere la fauna africana. Una scrittrice che con la sua autobiografia ha ispirato anche un film hollywoodiano interpretato da Kim Basinger, “Sognando l’Africa“. Lei è convinta che sia importante boicottare il turismo in quei Paesi dove ancora oggi la caccia agli elefanti è autorizzata.

È giusto quindi ricordare che la Tanzania è purtroppo tra i tanti Paesi africani che consentono questa barbarie ma, al tempo stesso, dico io, è uno dei pochi Paesi organizzati per farci vivere incontri indimenticabili con i grandi “signori” della savana. Personalmente sono, infatti, convinta che la conoscenza diretta di certe realtà possa più di qualsiasi studio farci comprendere il valore di un determinato territorio e della sua fauna.

[caption id="attachment_19812" align="aligncenter" width="700"]© Thomas Sztanek - Fotolia.com © Thomas Sztanek – Fotolia.com[/caption]

All’interno del parco, da anni sono presenti diversi lodge che si differenziano anche per comfort ma che hanno in comune la magica sensazione di farci sentire per una volta ospiti “noi” in casa di madre natura. Più volte ho avuto la fortuna di visitare il Serengeti e più volte ho incontrato infinite mandrie di gnu, zebre, giraffe e leoni e, in particolare, in un’occasione ho potuto anche seguire la paziente e metodica caccia del ghepardo. È importante ricordare a chi sceglie di fare un safari che non può partire con l’idea di vedere tutto e subito.

Un viaggio in un parco africano necessita dell’opposto di ciò che governa la nostra quotidianità e cioè di pazienza e di tempo. Può capitare di passare tutta una giornata sotto il sole e fare pochi incontri interessanti. Come, al contrario, se si ha la voglia di alzarsi alla prime luci dell’alba, si possono incontrare in pochi minuti i “big five”, ovvero bufalo, leone, rinoceronte nero, elefante e leopardo. Splendide anche sono le colazioni all’ombra delle maestose piante che da sempre sorvegliano le savane africane.

[caption id="attachment_19814" align="aligncenter" width="700"]© Eric Isselée - Fotolia.com © Eric Isselée – Fotolia.com[/caption]

Comunque sia, senza dare spiegazioni scientifiche, ogni giornata, anche la più faticosa, termina sempre con un tramonto spettacolare e con notti puntellate da stelle così grandi e così vicine che si ha la voglia di toccarle. Una sensazione che, alle nostre latitudini, è ormai impossibile da provare.


Curiosi di scoprire come continua il racconto?

Leggete la seconda parte!


Leggete anche… Tutti i capitoli della rubrica di Licia:

[caption id="attachment_19818" align="aligncenter" width="700"]Gli articoli di Licia su trivago magazine - cliccate e scopriteli! Gli articoli di Licia su trivago magazine – cliccate e scopriteli![/caption]
  1. Sognando la Patagonia – Into the wild
  2. L’intervista: “Che cosa sognava di fare da grande Licia Colò?”

Cercate un hotel in Tanzania?

Scoprite quali meravigliose strutture sono pronte ad accogliervi nel cuore della natura!


Immagine di copertina: © Sam Hawley – Flickr