Viaggio alla scoperta della Lapponia e del Circolo Polare Artico

By , 28 ottobre 2014

Sono tante le ragioni per fare un viaggio nel Grande Nord, nella Lapponia svedese, magnifica da visitare in estate ma che diventa un’esperienza indimenticabile da vivere in inverno quando la neve avvolge tutto ed ovatta i rumori e il ritmo della vita che qui scorre lento ed inesorabile.

Il silenzio e la neve. Tradizioni e cultura. E poi c’è la natura, sconfinata ed avvolgente in un territorio, quello lappone, protetto per il 95% come parco nazionale o riserva naturale ed è patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Ed infine c’è Lei: “la Dama Sfuggente”, l’aurora boreale.

[caption id="attachment_25788" align="aligncenter" width="700"]Kiruna - - Flickr Timo Horstschäfer (CC BY-SA 2.0) Kiruna – Flickr Timo Horstschäfer (CC BY-SA 2.0)[/caption]

1. Ice Hotel

Il viaggio che vi voglio raccontare è in auto. Anche in inverno, infatti, le strade principali sono percorribili con tranquillità e, coperti con il giusto abbigliamento tecnico termico che è possibile affittare anche in loco, si può partire all’avventura  ed alla scoperta di queste terre sconfinate. Siamo partiti da Kiruna, una città sonnacchiosa e rilassante a 150 km a nord dalla linea del Circolo Polare Artico, una delle più popolose della Lapponia, con i suoi trentamila abitanti, attirati qui fin dal lontano 1900 da un lavoro sicuro nell’industria mineraria.

[caption id="attachment_26336" align="aligncenter" width="700"]Ice Hotel - Flickr bjaglin (CC BY-SA 2.0) - cliccate e scoprite Ice Hotel su trivago Ice Hotel – Flickr bjaglin (CC BY-SA 2.0) – cliccate e scoprite IceHotel su trivago[/caption]

A pochi chilometri da Kiruna, abbiamo visitato un’attrattiva del luogo, ormai famosa in tutto il mondo: l’albergo di ghiaccio a Jukkasjärvi (ve lo ricordate? Era nella top hotel hotel di ghiaccio!).

[caption id="attachment_25778" align="aligncenter" width="700"]Le camera dell’Ice Hotel, Jukkasjärvi in Svezia Le camera dell’IceHotel, Jukkasjärvi in Svezia[/caption]

È una struttura unica al mondo che, ogni estate, si scioglie come la neve al sole, per rinascere ai primi freddi grazie alla creatività di scultori che arrivano da ogni parte del mondo. C’è il bar trendy, le stanze a tema per nottate romantiche e tutto ciò che serve in un albergo di stile. Certo, devo ammetterlo, visto il mio amore per il caldo del caminetto,  dopo un’entusiastica visita, la notte ho preferito passarla in un hotel più tradizionale!

2. Fauna

Ma la Lapponia è soprattutto natura ed animali. Tra questi, le alci, i grandi mammiferi simbolo di queste terre che arrivano a pesare oltre 400 kg. La maggior parte vive allo stato brado ma ce ne sono molte anche nelle cosiddette “moose farm”, fattorie in cui i proprietari accolgono con calore ed accoglienza i visitatori, ed i turisti in particolare.

[caption id="attachment_26338" align="aligncenter" width="700"]Fauna - fotolia © Galyna Andrushko Fauna – fotolia © Galyna Andrushko[/caption]

Vi consiglio di fare questa esperienza e colgo l’occasione per dirvi di stare ben attenti quando siete in auto perché, se è pur vero che l’alce solitamente è descritto come un animale schivo, solitario, che preferisce stare lontano dall’uomo, d’inverno tende ad abbandonare i boschi per avvicinarsi alle strade per mangiare il sale sparso per sciogliere la neve. E la cosa diventa molto pericolosa per gli automobilisti. È curioso sapere che proprio per questa ragione in Scandinavia è stato sviluppato il cosiddetto “Test dell’alce” che verifica la capacità di un auto di tenere la traiettoria dopo una violenta sterzata per schivare un ostacolo improvviso, come può essere appunto questo grande ungulato.

[caption id="attachment_25784" align="aligncenter" width="700"]Alce - Flickr Emma Forsberg (CC BY-SA 2.0) Alce – Flickr – Emma Forsberg (CC BY-SA 2.0)[/caption]

3. A casa di Babbo Natale

Scendendo verso sud, ci siamo fermati a Gallivare, a 500 km da Kiruna, anche per ritemprarci con un pasto caldo, visto che fuori, in inverno, le temperature scendono fino a quasi 40 gradi sottozero, ma è raro.

[caption id="attachment_26382" align="aligncenter" width="700"]Babbo Natale - fotolia © tiplyashina Babbo Natale – fotolia © tiplyashina[/caption]

E poi c’è un luogo che non dovete assolutamente perdere, specialmente se avete dei bambini. Per i vichinghi, infatti, il Natale ha sempre avuto un significato diverso, e non era legato alla nascita di Gesù Cristo bensì alla fine della stagione del buio, della stagione della notte.

[caption id="attachment_25792" align="aligncenter" width="700"]La chiesa di Gallivare - fotolia © Mikhail Markovskiy La chiesa di Gallivare – fotolia © Mikhail Markovskiy[/caption]

Era l’inizio della stagione della luce. Il personaggio di Santa Klaus, Babbo Natale, per festeggiare questo prezioso momento portava regali a tutti: adulti e bambini.

Ma attualmente dove vive babbo natale? Secondo la credenza proprio a Gallivare, ma nella foresta, ed appare ogni tanto quando si ha bisogno di lui!

4. Il Circolo Polare Articolo

[caption id="attachment_26394" align="aligncenter" width="700"]Circolo polare artico, Jokkmokk - fotolia © Mikhail Markovskiy Circolo polare artico, Jokkmokk – fotolia © Mikhail Markovskiy[/caption]

Una volta ripartiti, siamo scesi verso sud ancora per un centinaio di chilometri per una foto che normalmente fa “morire di invidia” amici e parenti: il cartello in cui è ben specificato che a Jokkmokk passa la linea del Circolo Polare Artico.

5. Chi sono i Saami?

Un viaggio del genere non è solo neve, natura e divertimento, ma offre anche lo spunto per una preziosa riflessione sulla tolleranza e il rispetto di minoranze etniche. La Lapponia, infatti, è la terra dei Saami.

Una popolazione che in passato è stata combattuta pure essendo la prima ad essersi insediata in questo difficile territorio. Le prime notizie attendibili su questa etnia risalgono al 1555. Oggi è presente con appena sessantamila persone tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. In Svezia ne risiedono circa 20mila.

[caption id="attachment_25794" align="aligncenter" width="700"]Saami - Flickr jose pereira (CC BY-SA 2.0) Saami – Flickr jose pereira (CC BY-SA 2.0)[/caption]

Oggi i Saami vivono in villaggi come quello di Batsuoj. Un tempo, invece, erano nomadi e si spostavano con le renne nell’arco delle stagioni là dove c’era il cibo per gli animali. Villaggi come quello che abbiamo visitato sono stati costruiti anche per far conoscere il popolo Saami ai turisti, che vengono accolti con un caffè e la gentilezza di persone che non si stancano mai di raccontare le gesta del proprio popolo.

A questo proposito molto interessante il museo dei Saami, nella vicina Arjeplog, una cittadina circondata dai laghi in inverno non navigabili perché ricoperti dai ghiacci, ma pur sempre uno spettacolo da ammirare.

6. Aurora boreale

Se poi avrete la fortuna di ammirare uno dei fenomeni naturali più spettacolari al mondo, l’aurora boreale, mandatemi un bel filmato! Perché purtroppo nonostante sia stata più volte in viaggio nel Grande Nord, non sono mai riuscita a vederla. Pensate che i Saami, in particolare, hanno un profondo rispetto per le “luci del nord”.

Parlano dell’aurora boreale quasi sussurrando, per la paura ancestrale che possa portarli via con Lei in una danza di colori, di pennellate verdi che lasciano a bocca aperta. Se avete il desiderio di vivere questa avventura, vi consiglio di affidarvi all’esperienza delle persone locali o degli enti del turismo specializzati in viaggi a queste latitudini, piuttosto che alla semplice fortuna.

[caption id="attachment_25782" align="aligncenter" width="700"]Aurora Boreale - fotolia © Ben Burger Aurora boreale – fotolia © Ben Burger[/caption]

7. I parchi

In Svezia, come ho detto, c’è molto rispetto per l’ambiente. E il rispetto, si sa, fa parte dalla conoscenza. È per questo che in Lapponia sono nate delle strutture attrezzate come il Centro Wilderness di Svansele, che è forse il posto migliore per conoscere la fauna e la flora locali. La struttura, infatti, accoglie in 11 sale scene di vita degli animali tra i boschi, i fiumi e i laghi, seguendo l’ordine delle quattro stagioni. Un’esperienza utile e formativa, specie per i bambini.

Se invece siete degli avventurieri senza nessun timore del freddo, il Parco di Lubus è uno dei tanti in cui è possibile immergersi nella natura con le slitte trainate dai cani. Si può uscire per due o tre ore, come abbiamo fanno noi, o anche tutta la giornata. Addirittura ci sono delle persone che arrivano in questi luoghi per fare, con le slitte, dei safari bianchi di un’intera settimana attraverso i parchi nazionali.

[caption id="attachment_25796" align="aligncenter" width="700"]Le slitte trainate dai cani - fotolia © jamenpercy Le slitte trainate dai cani – fotolia © jamenpercy[/caption]

Comunque sia, lo ripeto sempre, non esiste un modo per vivere il viaggio migliore di un altro. Seguite il vostro cuore e i vostri ritmi, e certamente il Grande Nord non vi deluderà.


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