Cosa vedere in Cambogia? I diari del tuk-tuk [giorno 2]

By , 20 August 2014

Eccoci arrivati al secondo giorno del nostro viaggio in Cambogia, dopo aver esplorato la cittadina di Siam Reap nella nostra prima tappa.

Giorno 2 – L’area monumentale di Angkor

Dopo una colazione tradizionale la mattina del secondo giorno conosco Sitha il driver che mi scarrozzerà per tutto il giorno con il suo tuk-tuk fra gli 81 ettari dell’area monumentale di Angkor realizzata dalla dinastia Khmer.

Sitha alla guida del tuk-tuk ad Angkor - Francesco Venturini © All rights reserved

Sitha alla guida del tuk-tuk ad Angkor – Francesco Venturini © All rights reserved

Una parola va spesa per i tuk-tuk cambogiani, un po’ differenti da quelli thailandesi che ricordano l’Ape Piaggio: in Cambogia sono dei piccoli calessi con comode sedute trainati da scooter, rigorosamente Honda o Suzuki!

Partiamo e ci dirigiamo verso  Angkor (che in lingua khmer significa “città”), sito archeologico più importante della Cambogia iscritto dal 1992 fra i siti dell’Unesco. Numerose sono le incredibili costruzioni che vanno a formare questo complesso e la mia visita inizia da “Angkor Thom” (La Grande Città) la capitale dell’impero khmer costruita alla fine del XII secolo.

L'ingresso di Angkor Thom - Francesco Venturini © All rights reserved

L’ingresso di Angkor Thom – Francesco Venturini © All rights reserved

Incredibilmente mozzafiato è la bellezza del suo tempio di Bayon con le 37 gigantesche torri a forma di viso e la più alta che raggiunge i 43m di altezza. Ogni torre è composta da blocchi di pietra sagomati e ricamati da meravigliosi bassorilievi che spesso ritraggono le Apsaras, affascinanti danzatrici celesti insieme ad altre divinità.

Gli spazi aperti fra un tempio e l'altro - Francesco Venturini © All rights reserved

Gli spazi aperti fra un tempio e l’altro – Francesco Venturini © All rights reserved

Piccole pause lussureggianti di giungla e specchi d’acqua separano Bayon dalla Terrazza degli Elefanti che con i suoi 300 m descrive uno dei lati della Piazza Reale e dove possiamo immaginare il sovrano fare i suoi discorsi al popolo o all’esercito schierato.

Sitha mi aspetta all’uscita per condurmi alla prossima struttura: Ta Prohm. Questo è l’unico tempio rimasto così come è stato trovato e permette di vedere il processo con cui la foresta si riappropria del suo spazio abbracciando con rami e radici le costruzioni dell’uomo, risalenti al XIII secolo.

Proprio per questa sua particolarità fu scelto nel 2001 come set cinematografico per Tomb Raider che vide Angelina Jolie nei panni dell’avventuriera Lara Croft… se vedete una lunga coda di turisti troverete la porta circondata da radici dove tutti vogliono una foto ricordo!

Il viale che porta ad Angkor Wat - Francesco Venturini © All rights reserved

Il viale che porta ad Angkor Wat – Francesco Venturini © All rights reserved

Pochi chilometri per capire che spalancare gli occhi e la bocca non è sufficiente per reagire allo stupore di fronte ad Angkor Wat (Il Tempio della Città): un fossato quadrato di un chilometro e mezzo di lato circonda il complesso che si specchia nelle sue acque stemperandosi con i riflessi della giungla. Tanti bambini che giocano con le scimmie, pescano fra le ninfee e i fiori di loto, si tuffano o si nascondono dietro le statue con il loro sorriso in cerca del tuo.

Bambini che giocano e si nascondo dietro le statue - Francesco Venturini © All rights reserved

Bambini che giocano e si nascondo dietro le statue – Francesco Venturini © All rights reserved

Un avvicinamento lento per raggiungere il tempio principale attraverso un viale rialzato lungo 350m le cui balaustre scolpite sono dei Naga, serpenti mitolgici spesso presenti nell’architettura khmer.

Da un avancorpo si accede all’ingresso e ti accorgi che la bellezza non ha dimensioni e va dal piccolo ricamo sulla stoffa dei personaggi dei bassorilievi, che si inseguono senza fine su ogni parete, fino alla maestosità della torre centrale con i suoi 65 m di altezza, da dove si apprezza una vista su tutto il tempio e lo sguardo si perde lontano nella foresta.

E lo sguardo si perde fuori dalle mura verso la giungla - Francesco Venturini © All rights reserved

E lo sguardo si perde fuori dalle mura verso la giungla – Francesco Venturini © All rights reserved

Da lasciare al tramonto con la luce che attraversa radente le strutture e dipinge d’oro le acque del fossato per imprimere un’altra immagine indimenticabile nei tuoi ricordi.


Alla ricerca di un hotel in Cambogia?

Ecco a voi!


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