Il Chianti Classico: l'itinerario e gli abbinamenti a tavola

By , 30 November 2014

Il Chianti, racchiuso nel cuore della Toscana tra due città perle dell’arte universale, Firenze e Siena, è un territorio privilegiato, che incanta non solo per la dolcezza dei colli, delle valli, dei colori, delle luci e delle ombre, ma anche per la grazia acquisita nel corso dei secolari interventi dell’uomo che lo hanno gradualmente arricchito di quei cipressi, ulivi e vigne che oggi lo rendono inimitabile. In questo territorio si produce il vino Chianti Classico Gallo Nero.


L’itinerario nel territorio del Chianti Classico


Il territorio del Chianti Classico fin dall’antichità rimase in disparte: un susseguirsi di colline, clivi e boschi non attraversato dalle grandi direttrici romane.

La sola grande arteria è la SR 222, meglio nota come Chiantigiana, che nelle immediate vicinanze di Firenze inizia il suo percorso sinuoso tra i colli per arrivare fino a Siena, attraversando il Chianti storico in tutta la sua lunghezza. In linea d’aria si allunga su una quarantina di km, racchiudendo paesaggi collinari che hanno reso famosa la Toscana nel mondo. Dalla Chiantigiana si dirama una fitta trama di strade secondarie che portano il visitatore tra poggi e balze a castelli e borghi medioevali, pievi romaniche, abbazie e bastioni.

Chiostro

Caratteristico chiostro

1. San Casciano – Il Consorzio Chianti Classico

Partendo dall’area fiorentina la prima tappa è San Casciano in Val di Pesa. San Casciano è stato il rifugio di un Machiavelli caduto in disgrazia presso i Medici e rifugiatosi presso la tenuta di famiglia L’Albergaccio a Sant’Andrea in Percussina, dove stese il testo de “Il Principe” (1512). Nello storico edificio dell’Albergaccio che fu dimora del Machiavelli durante il suo allontanamento da Firenze il Consorzio Chianti Classico ha avuto sede fino a anni recentissimi.

2. Greve – Il Museo del Vino

Avviandosi sulla Grevigiana che corre lungo il torrente Greve, si arriva all’omonimo paese, uno dei centri più importanti dell’area del Gallo Nero, che si sviluppa intorno a un’ampia piazza mercatale dalla forma irregolare, piazza Matteotti, su cui domina la statua di Giovanni da Verrazzano, l’esploratore chiantigiano che il 17 aprile 1524 scoprì e descrisse la Baia di New York.

A due passi dalla piazza principale di Greve si trova, affacciato su una piazzetta appena dietro il Municipio, il Museo del Vino ricco di un’antica eno-biblioteca.

Greve - Piazza Matteotti

Greve – Piazza Matteotti

3 – Panzano in Chianti – La Pieve di S. Leolino

Proseguendo sulla Chiantigiana si arriva a Panzano in Chianti. Questo è un piccolo borgo, adagiato nella cosiddetta Conca d’Oro, terra vocatissima e dai vigneti pienamente esposti al sole. In questo scenario si erge la Pieve di S. Leolino, uno dei più significativi esempi di architettura romanica del territorio.

4. Radda – Lo stemma col Gallo Nero

Una deviazione dalla Chiantigiana permette di raggiungere Radda, paese nel cuore del Chianti Classico, sede della storica Lega di epoca medioevale, tutt’ora esistente e sul cui stemma appare il famoso Gallo Nero.

Chianti - Radda

Chianti – Radda

5 . Santa Maria al Prato – La casa del Chianti Classico

Poco distante dal centro di Radda, scendendo verso valle, si può ammirare complesso di Santa Maria al Prato, costituito da un convento francescano e dalla chiesa adiacente. Restaurato di recente dal Consorzio Chianti Classico, il convento è diventato la “Casa del Chianti Classico”, un polo culturale che ospita non solo degustazioni e master sul vino, ma anche eventi musicali e esposizioni temporanee.

6. Gaiole in Chianti e il Castello di Brolio – Alla scoperta della “ricetta” originaria del Chanti

Tappa fondamentale di un viaggio nel Chianti Classico non può non essere Gaiole in Chianti e il vicino Castello di Brolio, bastione eretto nel XV secolo dai fiorentini sulla linea di città murate e castelli difensivi che segnavano il confine estremo delle scorribande senesi. Brolio divenne poi la dimora della famiglia Ricasoli, tra cui si ricorda il “Barone di ferro” Bettino Ricasoli, statista dell’ ‘800 e autore della celebre “ricettaoriginaria del vino Chianti.

7. Castellina in Chianti e Castelnuovo Berardenga

Riprendendo la Chiantigiana, si segue la linea dei castelli e si arriva a Castellina in Chianti, borgo fortificato la cui cerchia difensiva è ancora visibile, nella Rocca, un maestoso cassero, e nella Via delle Volte, un camminamento coperto di origine medievale intervallato da torri di guardia.

Ancora prima della sua importanza in epoca medioevale, Castellina era una città etrusca, che ha lasciato tracce nell’imponente tomba etrusca chiamata Ipogeo del Monte Calvario.

L’ultima tappa prima di Siena è Castelnuovo Berardenga, comune il cui territorio solo in parte è inserito nella zona di produzione del vino Chianti Classico.


Cosa fare nel territorio del Chianti Classico


Visite guidate

È possibile effettuare visite guidate nelle numerose aziende che si incontrano via via, visitarne le cantine storiche e le vinsantaie accompagnati da personale specializzato.

Eventi

Numerosi sono gli eventi che hanno come protagonista il vino, in particolare in primavera ed in autunno. A partire dalle feste di Pentecoste a Castellina in Chianti e a Radda nel Bicchiere (maggio-giugno) per arrivare alla ormai tradizionale rassegna Expo di Greve in Chianti che si svolge a settembre nella piazza principale e raccoglie numerosissimi produttori del Chianti Classico. Anche “Vino al vino”, che vede Panzano e i suoi produttori protagonisti. Ma la vera novità è il calendario di eventi particolari al Convento di Radda, the House of Chianti Classico, che fra le varie iniziative prevede cene e pranzi dedicati al Chianti Classico con la partecipazione straordinaria di chef provenienti da tutta Italia, ma anche le ricette tradizionali delle massaie locali oltre a degustazioni a tema guidate da esperti del settore, eventi musicali e tanto altro ancora… thehouseofchianticlassico.it

House of Chianti Classico

House of Chianti Classico

Granfondo

Le colline del Chianti Classico sono infine apprezzate da tutti gli sportivi e dagli amanti del buon vivere. Per questi ultimi, sempre in settembre, le colline del Gallo Nero diventano il percorso della Granfondo, 135 km per assaporare ogni salita tra Radda e Castellina.


Il Classico a tavola – Gli abbinamenti


Prodotti principi sulle tavole chiantigiane sono il vino Chianti Classico DOCG nelle sue varie tipologie: annata, riserva e Gran Selezione.

Vini che si sposano perfettamente con i piatti tipici della tradizione locale: un’annata giovane è l’abbinamento ideale per un tagliere di salumi toscani tra cui non può mancare la finocchiona, un salame a pasta grossa aromatizzato al finocchio, salumi di cinta senese o di cinghiale, come anche per una delle zuppe povere della tradizione, la ribollita o la pappa al pomodoro, nobilitata da un filo d’olio Chianti Classico DOP a crudo.

Una riserva ben invecchiata o una Gran Selezione invece possono esaltare un brasato, come il peposo alla Fornacina, uno spezzatino stracotto nel vino rosso e impreziosito di grani di pepe nero.

Un secondo classico è la carne alla brace, come una bistecca di Chianina, nobile razza ormai rara. Un pasto non può che concludersi con i cantuccini, biscotti secchi con le mandorle, da accompagnare con un Vin Santo del Chianti Classico DOC, un passito di uve trebbiano e malvasia.


Dove dormire…


Trovate su trivago il vostro hotel lungo l’itinerario del Chianti Classico


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